E’ nella gioielleria che Patrizia
Corvaglia esprime il meglio del suo talento scultoreo.
Nel
Room Service di Altaroma Altamoda di quest’anno, Patrizia Corvaglia presenterà
una collezione fatta di due linee di tendenza: OPTICAL, ipnotica e
apparentemente minimale, e LIGHT FLIGHT leggera ed aerea.
Oggetti
d’arte articolati ed eterogenei composti di metalli nobili e pietre
semi-preziose con un risultato sempre imprevedibile ed originali.
Accessori
che diventano parti di storia di chi li sceglie; gioielli accattivanti che
attraggono sempre l’attenzione per la loro spiccata personalità.
Ha
aperto da poco uno store in Via dei Banchi Nuovi 45, la designer che dall'irregolarità della forma tira fuori un'arte.
Anche quest’inverno è già in
movimento la grande macchina dell’alta moda romana.
L’industria del sogno non
conosce fermi, anche se quest’anno sembrerebbe un po’ impoverita.
Grandi conferme e grandi
rinunce per una settimana della moda che, nel tempo, si è trasformata in poco
più di un week end.
Come una povera cipolla ogni
anno Altaroma sembra perdere alcune certezze e a noi romani memori di
una grande tradizione… “non ci resta che piangere”.
I fasti dell’Alta Moda che
animavano le grandi piazze della capitale, le suggestioni, la poesia, sono solo
ricordi?
C’è chi non ha neanche
quelli, ma questo poco consola chi è abituato al meglio e valuta che le
possibilità creative della manifestazione potrebbero essere sfruttate molto, ma molto, meglio.
La dice lunga la locandina di presentazione della kermesse che negli ultimi anni non è mai stata particolarmente “d’acchiappo”, ma che al livello di tristezza di questa edizione non era mai arrivata.
Ma l'alta moda non doveva essere
sogno, lusso, desiderio, fascino, energia, glamour…? Dov'è tutto questo?
Da quel che appare, oggi è rimasto solo lo strascico di un grande tradizione e il manifesto che rappresenta
l'alta moda romana sembra esprimere la grande contraddizione di un qualcosa che vuole continuare ad esistere ma non vuole prendersi il carico di esprimere quello che realmente è.
Un po' come un prestigiatore
che mischia le carte in tavola per creare un misterioso gioco ottico volto a presentarsi senza rivelarsi. Così non si rischia di sbagliare o di deludere.