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martedì 11 marzo 2014

A PROPOSITO DEL "BERRETTO A SONAGLI"...

A PROPOSITO DEL "BERRETTO A SONAGLI"...

 Christian Jacq nel libro “il segreto della cattedrale” afferma che uno dei mali della nostra società consiste proprio nella corruzione dei vocaboli.
 
Sarebbe da qui che, a cascata, partirebbe la confusione che contraddistingue quest’epoca.
Uno spunto di riflessione su questo tema lo offre senza dubbio la commedia pirandelliana, in scena fino al 23 Marzo al teatro Parioli di Roma, “il berretto a sonagli”.

La trama: Beatrice Fiorica, moglie di uno degli uomini più in vista del paese, sospetta il tradimento del marito con la moglie del fac-totum di famiglia Ciampa...

L’intero copione è dedicato all’analisi di temi delicati quali il tradimento, l’apparenza, la pazzia e la verità, ma osservando più da vicino il tracciato saltano agli occhi altri aspetti importanti della realtà umana.

Beatrice, donna tradita, sente il legittimo bisogno del proprio riscatto ma, accecata dalla rabbia, complotta una vendetta che, dopo una prima effimera soddisfazione, la mortifica ulteriormente.

Riscatto o vendetta cerca Beatrice?

E’ qui la mia riflessione: Beatrice, emblema dell’essere umano, vuole a tutti i costi essere risarcita moralmente dell’offesa ricevuta, ma non si muove per comprendere e rivalutare la dignità che ritiene di aver perso, cerca, invece, direttamente la distruzione del marito.

E sarà questo spirito  vendicativo a renderla vulnerabile e pilotabile, gravando ulteriormente sulla sua condizione.

All’apparenza è un sistema familiare corrotto e una società tristemente ambigua a tarpare le ali della protagonista, ma sotto il livello dell’evidenza sembra essere proprio l’emozione mal gestita la cattiva consigliera di Beatrice che confonde i sentimenti e ne rimane preda.


L'intera suggestione è resa magistralmente da una compagnia teatrale, quella di Luigi de Filippo, di veri professionisti.

La morale, a mio avviso?

Se stai cercando il riscatto non mirare alla vendetta; se stai cercando la vendetta non chiamarla “riscatto”.

giovedì 27 febbraio 2014

IL BERRETTO A SONAGLI

IL BERRETTO A SONAGLI

 Va in scena stasera 27 febbraio, al teatro Parioli di Roma, la commedia di Luigi Pirandello (Agrigento 1867 - Roma 1936) “il berretto a sonagli”, tradotto nella versione napoletana dal grande Eduardo de Filippo; l’interpretazione è della compagnia teatrale Luigi de Filippo.


La continua tensione tra l’essere e l’apparire che domina la poetica pirandelliana viene qui nutrita dallo scottante tema del tradimento e della follia, laddove, paradossalmente, la follia più audace sembra proprio essere la verità.
 
Il conflitto tra verità e apparenza viene, inoltre, esasperato dalle regole della presunta “rispettabilità” sociale.

“Il berretto a sonagli” venne rappresentato in lingua italiana per la prima volta a Roma nel 1923 ed il 14 febbraio del 1936, al teatro Fiorentini di Napoli, andò in scena la "prima" della versione napoletana della commedia, interpretata da Eduardo, Titina e Peppino De Filippo e frutto di una stretta collaborazione tra i tre fratelli attori e il maestro Pirandello.
 
Fu un trionfo, ma il più soddisfatto sembrava proprio essere l’autore, che, complimentandosi con i De Filippo commentò “Con gli attori italiani che interpretano le mie opere, ho sempre tanta difficoltà a far intendere il valore delle “pause” che io segno nel testo. Loro, in genere, si rifiutano di tenerne conto. Voi, invece, le avete fatte queste benedette “pause”, come la cosa più naturale di questo mondo. Questo mi conferma che sono davvero necessarie e che io non sono un rompiscatole quando pretendo che vengano rispettate”.

La commedia sarà in scena al teatro Parioli Peppino De Filippo fino al 23 Marzo.



Teatro Parioli Peppino De Filippo  Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
tel . 06 8073040


venerdì 14 febbraio 2014

DOVE C'E' AMORE C'E' UN BACIO


 
Dove c’è amore c’è un bacio.

E’ sicuro! 

Lo slogan vuol che il bacio sia della Perugina, ma al di là del brand l’affermazione è inconfutabile: non c’è amore senza baci!

Non importa con chi siano condivisi, partner, figli, madri, padri, amici… i famosi “apostrofi rosa” uniscono gli animi.
 

Non è retorica, il bacio, eccetto quello di Giuda, è un “sigillo” d’amore, un gesto unico che manifesta un legame.


La Perugina pare saperlo da sempre e, in tempi non sospetti, quando ancora non si parlava di strategie di mercato, ha saputo cogliere l’attimo e dare una propria forma all’essenza della felicità.

 
“Baci Perugina. Un amore italiano” è la mostra che celebra il genio di Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni che nel 1922 seppero dar vita ad una lunga tradizione.


Donna Luisa si era accorta che, facendo i cioccolatini, tanto cacao e tanti frammenti di nocciole andavano buttati. Fu così che decise di inventare un cioccolatino che fosse composto proprio da questo materiale che altrimenti sarebbe andato perso. Aggiungendovi la classica nocciola sopra diede forma ad cioccolatino che aveva la forma di un pugno. Fu così che chiamò la sua creazione “Cazzotto”. Fu Giovanni Buitoni ad intuire che con quel nome la leccornia non sarebbe andata molto lontano e immaginò che chiamandola “Bacio” la storia sarebbe cambiata.


Fu così che i Baci, e con loro la Perugina, cavalcando l’onda di un desiderio universale di amore e romanticismo, conquistarono il mondo.


Con i Baci, nacque immediatamente la tradizione del cartiglio d’amore e l’immagine dei due innamorati abbracciati che si baciano venne realizzata da Federico Seneca, noto futurista, che divenne direttore creativo del brand per una decina d’anni.


Per la concorrenza non ci fu più molto spazio.

Primo Cartiglio
Questa è la storia di un’azienda che ha saputo cavalcare la storia del proprio Paese con i relativi progressivi cambiamenti interpretando la voglia di buono di una civiltà in trasformazione; questa è anche la storia di un prodotto che rappresenta il “saper far bene” italiano in tutto il mondo.



L’esposizione è aperta a tutti ed è a Roma nel Complesso del Vittoriano, in via S. Pietro in carcere, dal 13 Febbraio al 23 Marzo.


Vale la pena farci un salto.

lunedì 3 febbraio 2014

FRIDA KAHLO

Anteprima FRIDA KAHLO 

Frida Kahlo
Autoritratto con vestito di velluto, 1926
Olio su tela, cm 79,7 x 59,9
Collezione Privata
© Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014

Prima donna ispanica riprodotta su un francobollo, anticipatrice del movimento femminista, icona della cultura messicana, accattivante soggetto cinematografico, Frida Kahlo viene celebrata in innovativo progetto congiunto dalle città di Roma e Genova.

 
Diego Rivera
Ritratto di Natasha Gelman, 1943
Olio su tela, cm 115 x 153
The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel Foundation, Cuernavaca
© Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2014

E’ a Roma, presso le Scuderie del Quirinale, dal 20 Marzo al 31 Agosto 2014, e a Genova, presso il Palazzo Ducale dal 20 Settembre 2014 al 15 Febbraio 2015 che si celebrerà il suo genio creativo con due mostre consecutive e complementari.

L’esposizione romana delle Scuderie del Quirinale analizzerà il rapporto dell’artista con i movimenti culturali dell’epoca, dal Modernismo messicano al Surrealismo internazionale, indagando accuratamente il modo in cui la pittrice ha rielaborato certe istanze; la mostra genovese di Palazzo Ducale proseguirà il racconto posando l’attenzione sull’universo privato di Frida Kahlo, costituito dal marito Diego Rivera, sottolineando quanto la dimensione creativa sia stata legata un rapporto coniugale decisamente incisivo.



Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale  di Roma dal 20 Marzo al 31 Agosto 2014

“Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone al mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io.”

Frida Kahlo e Diego Rivera a Palazzo Ducale di Genova dal 20 Settembre 2014 al 15 Febbraio 2015

“Ho avuto due gravi incidenti nella mia vita. Il primo fu quando un tram mi mise al tappeto, l’altro fu Diego.” Frida Kahlo
 

venerdì 17 gennaio 2014

ALTAROMA: UN GRANDE GIOCO DI PRESTIGIO


ALTAROMA: UN GRANDE GIOCO DI PRESTIGIO



Anche quest’inverno è già in movimento la grande macchina dell’alta moda romana.
L’industria del sogno non conosce fermi, anche se quest’anno sembrerebbe un po’ impoverita.
Grandi conferme e grandi rinunce per una settimana della moda che, nel tempo, si è trasformata in poco più di un week end.
Come una povera cipolla ogni anno Altaroma sembra perdere alcune certezze e a noi romani memori di una grande tradizione… “non ci resta che piangere”.

I fasti dell’Alta Moda che animavano le grandi piazze della capitale, le suggestioni, la poesia, sono solo ricordi?



C’è chi non ha neanche quelli, ma questo poco consola chi è abituato al meglio e valuta che le possibilità creative della manifestazione potrebbero essere sfruttate molto, ma molto, meglio. 
La dice lunga la locandina di presentazione della kermesse che negli ultimi anni non è mai stata particolarmente “d’acchiappo”, ma che al livello di tristezza di questa edizione non era mai arrivata.


Ma l'alta moda non doveva essere sogno, lusso, desiderio, fascino, energia, glamour…?
Dov'è tutto questo? 

Da quel che appare, oggi è rimasto solo lo strascico di un grande tradizione e il manifesto che  rappresenta l'alta moda romana sembra esprimere la grande contraddizione di un qualcosa che vuole continuare ad esistere ma non vuole prendersi il carico di esprimere quello che realmente è. 

Un po' come un prestigiatore che mischia le carte in tavola per creare un misterioso gioco ottico volto a presentarsi senza rivelarsi.
Così non si rischia di sbagliare o di deludere.

Ma la realta’ ormai è sotto gli occhi di tutti.








sabato 14 dicembre 2013

In Piena Luce

 
IN PIENA LUCE
Fotografie di HERB RITTS

 

Mi soffermo spesso a riflettere su quale sia la vera chiave del successo. Il potere dell’immagine è innegabile: un messaggio diretto e immediato somministrato in un istante.
E cos’è l’immagine se non la sintesi di una sapiente costruzione; il risultato di un cavilloso  insieme di esperienze e competenze.

Herb Ritts, uno dei più grandi fotografi di moda del XX° secolo esprime a pieno questo concetto.
Geniale.
Immagini monumentali e di taglio imperiale riempiono lo spazio con un’armonia statuaria.



Nato in California nel 1952 da una famiglia benestante, Herb Ritts, mostrò sin da piccolo un’innata passione per l’arte.
Iniziò la sua carriera nel mondo della fotografia prendendo lezioni ad un corso serale e le prime occasioni professionali importati arrivarono fotografando un amico: semplicemente Richard Gere.
Lo fotografò durante una gita nel deserto di s. Bernardino e quelle immagini fecero storia, consacrando l’attore come icona del nostro tempo. Era il tempo di “American Gigolo”.

Ha inaugurato il 10 Dicembre all’auditorium Parco della Musica di Roma la mostra “In Piena luce”, una produzione della Fondazione Musica per Roma e della Fondazione FORMA per la Fotografia, in collaborazione con la Herb Ritts Foundation e Contrasto. La mostra resterà aperta fino a marzo 2014.
Cento fotografie di vario formato che variano dalle gigantografie alle stampe in sali d’argento o alle stampe al platino.
E’ dal suo genio creativo che hanno preso forma immagini che hanno fatto epoca, mentre il suo obiettivo immortalava celebrities immortali.
I suoi ritratti non seguono standard compositivi particolari e si presentano con immagini uniche generate dall’intesa profonda che Ritts stabiliva con il soggetto fotografato.



Impossibile non ricordare la copertina del primo LP di Madonna, True Blue, o la foto di Li zTaylor dopo una drammatica operazione.
Le sue immagini nascono da uno sguardo grandioso, colto, e raffinato che si nutre di arte classica e composizioni rinascimentali, mimando il gusto trionfante delle foto di inizio secolo.
Sabbia, seta, pelle: elementi eterogenei che si combinano perfettamente negli spazi fotografici creando atmosfere magiche e senza tempo. Impossibile non rimanerne rapiti.








© Herb Ritts Foundation

1. Stephanie with Flower, Los Angeles 1989 
2. Alek Wek, Los Angeles 1998 
3. Madonna (True Blue Profile), Hollywood 1986
4. Backflip, Paradise Cove 1987  
5. Tatjana Veiled Head (Tight View), Joshua Tree 1988  
6. Waterfall IV, Hollywood 1988